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RENATO MAMBOR

Renato Mambor nasce a Roma nel 1936. Negli anni Sessanta, assieme a Schifano, Pascali, Angeli, Festa, Lo Savio,Uncini è stato un protagonista della “Scuola di Piazza del Popolo”, sorta di risposta italiana, tra Metafisica e Futurismo, alla Pop Art americana. Sagome e segnali stradali, ricalchi fotografici, timbri con omini, tele eseguite con rulli da tappezzeria hanno costituito la sua cifra di riduzione stilizzata delle icone della cultura massmediale. Ma l’interesse per il teatro lo ha portato a privilegiare ricerche d’ambiente, con strutture come "L’evidenziatore" (1967), strumento meccanico per agganciare oggetti e spostarli nel mondo dell’arte. Nel 1975 fonda il gruppo Trousse al fine di realizzare un teatro “fortemente visivo ma attento alle dinamiche psicodrammatiche". Torna alla pittura negli anni Novanta, sviluppando temi legati alla percezione ("L’Osservatore", il "Decreatore") e proponendo ampie narrazioni grafiche (Istituto nazionale per la Grafica, Roma 1998, Galleria Civica di Modena 1999). Realizza anche installazioni spettacolari, come i sei autobus svuotati, abitati ciascuno da un artista, per la mostra "Fermata d’autobus", Roma 1996. Nella performance "Fasce di pensiero" (1998) ribadisce il senso generale del suo lavoro: "ritrovare dentro l’occhio lo sguardo che arriva alla coscienza". Negli ultimi anni si è avvicinato al pensiero e alle filosofie orientali, specialmente al buddismo.