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MARIO CICCIOLI - le opere -

Giocare col vento
Arrivare in un nuovo paese e guardarsi intorno passeggiando per le vie e le piazze, alzare gli occhi in alto a cercare un punto libero sopra le case, una torre, un campanile... Esporsi al vento, sentirlo in mezzo ai capelli e riconoscerlo. Riconoscere per strada quel vecchio nella persona giusta che sa dirti tutto sui venti della propria città e se a maggio ci sarà scirocco o tramontana. Il posto è stato trovato. Da qui si ha una visione delle cose che è la stessa degli uccelli che volano liberi sopra le nostre teste. Poi come un ragno da questo punto a quel punto laggiù in basso comincia a stendere una trama di lunghi fili dl nylon. Invocando il vento aspetti che venga nella tua direzione per catturarlo nella 'trappola' che hai preparato. Ed ecco il momento magico: il vento, invisibile, attraversando i fili produrrà una vibrazione trasformandosi in suono, una musica che da sempre si ripete mai eguale e dalle orecchie ti scivola nell'anima, hai voglia di chiudere gli occhi per cercare di immaginare uno Spazio e un tempo senza inizio e senza fine.