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Parco Letterario e delle Arti Canale Cardello



Essere giunti alla fine di un percorso e percepirne gli esiti finali, ha fatto crescere in me l'idea di realizzare un "Giardino" nel luogo dove, nel bene e nel male, ho trascorso gran parte dei miei 50 anni.
Un Giardino, che nel mio pensiero non riuscivo ad identificare come entità unica e ben definita.
Un Giardino, come luogo dove il terrifico e il dolce non si escludono.
Un Giardino, come luogo che c'è? O Giardino come luogo che non esiste?
Un Giardino, che sia né Ade né Eliso.
Un Giardino, come dimensione dell'incerto.
Un Giardino, dove l'identità arte vita, si concretizza in visualità simulacro.
Un Giardino, dell'Amore E della Morte.
Come sempre il fatto di vivere intensamente il flusso della vita e di non essere possessore di alcuna certezza, mi ha portato a coinvolgere in questo mio progetto più entità di diversa provenienza. Comincerò dalla famiglia che, per mia consuetudine, gioca sempre un ruolo fondamentale nel mio pensiero e di conseguenza nei miei progetti.
Anna la compagna, l'amata, la prediletta, il femmineo, la madre.
Marco il primogenito.
Francesco il secondogenito.
A chi dedicare quest'opera se non a loro, che mi sono ancora vicini.
Un riconoscimento a parte va a mia madre che ha saputo mantenere questo luogo.

Giovanni Battista Ambrosini


G.A.E.M. Giardino dell' Amore E della Morte

Opere permanenti di:
Giovanni Battista Ambrosini
Renato Mambor
Eugenio Miccini
Aldo Mondino
Attilio Pierelli

Azioni performances opere e video:

Tomaso Binga
Mauro Bortolotti
Antonio Capaccio
Mario Ciccioli
Giuseppe Desiato
Giovanni Fontana
Uemon Ikeda
Eugenio Miccini
Aldo Mondino
Lamberto Pignotti